Friday, 28 August 2009

Arte, libertá, follia, il male di vivere


Liberi nelle forme, liberi nei colori, liberi nell'espressione, e liberi dalla costrizione.
Solo la libera espressione dunque rende l'essere veramente tale.
La summa delle esperienze, più la libertà di espressione, fuori dai luoghi comuni, dai preconcetti, dall'accademismo, rende l'uomo all'uomo.
Colore come rifrazione, colore come stato d'animo, come sentimento, come una partitura musicale, come parole, come note, colore e parole, musica.
Van Gogh aveva ragione, Ligabue aveva ragione, v'è una linea sottile tra genio e follia, e il più delle volte questo invisibile confine viene volontariamente cancellato da chi come "loro" non vuole più distinguere tra sogno e realtà, tra vero e falso, tra vita e morte.
Follia e genio sono sostanzialmente la stessa cosa, solo gli esseri razionali ne delineano la differenza, ma chi è consapevole ne lascia ad altri il giudizio.

-dal libro "Il volto di Van Gogh"
Michel François-Bernard:
«Pazzo, Van Gogh? Chi, un giorno, è stato capace di guardare un volto umano, osservi l’autoritratto di Van Gogh», protestava Antonin Artaud nel visionario saggio dedicato al «suicidato della società», scagliandosi contro coloro che tendevano a ridurre la sua arte a un problema psichiatrico, all’ennesima variazione sul tema genio e sregolatezza. Perché sono stati davvero troppi a decretare la «follia» del pittore fiammingo, da coloro che lo conobbero ad Arles, compreso l’amico Paul Gauguin, a pensatori del calibro di Karl Jaspers.
A combattere per primo lo stereotipo del pazzo è stato proprio l’interessato, di fronte alle difficoltà che incontrava in un ambiente ostile e spesso meschino: «Se son matto, pazienza! Preferisco la mia follia alla saggezza degli altri». Rileggendo le testimonianze dell’epoca, confrontando ricostruzioni e interpretazioni, utilizzando le proprie conoscenze scientifiche, François-Bernard Michel ricostruisce la personalità fuori dal comune di uno dei più grandi pittori di tutti i tempi, un uomo posseduto da una prepotente vocazione artistica, probabilmente vittima più della malinconia che dell’assenzio".

Dipinto: Laura Tedeschi "Complicitá"
Acrilico - Collezione privata

5 comments:

Art Project said...

sento emmozione.... emmozione di leggerti in questo caso.... mi fa pelle di gallina
il tuo ritratto, vera, sei una artista vera, sempre!

Tito said...

Un autoritratto emozionante nei colori e nella pennellata.....ancora di più dopo la lettura del testo su Van Gogh che lo accompagna!!!

Freak said...

Bellissimo. Sehr schön!

Caio Fernandes said...

hi Laura !!!
you have a very impressive work . i like t to the painting and making it so free .
it was a pleasure to meet your blog today .
you are a very good painter !!
see you !!

Laura Atelier Vienna said...

Un grazie generale a tutti!