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Wednesday, 21 July 2010

Art market is a rigged market - Arte mercato truccato

Art market is a rigged market, because the pricing of a work depends to much on arbitrary rules, so if the sellers in this area would be economic trader, selling equities instead paintings, they would be all in jail for fraud.

Luca Arnaudo


Picture: "A collector's death" danish provocation at the Venice Biennale 2009

"La morte di un collezionista" provocazione Danese alla Biennale di Venezia 2009


"Quello dell'arte è un mercato truccato. Perché la formazione del prezzo dipende da regole così arbitrarie che se gli operatori economici di questo settore vendessero titoli azionari, invece di opere, sarebbero tutti in prigione per truffa o aggiottaggio" 


Luca Arnaudo 

Thursday, 25 February 2010

Scandalo alla Secessione viennese, sesso di gruppo e scambi di coppia al museo - fino a che punto l'arte é arte?


La nozizia sta facendo il giro del mondo, Christoph Buechel, ha di sicuro raggiounto il suo obbiettivo.
L'arte ha sempre avuto molte forme di espressione, e molti artisti d'avanguardia hanno proposto corpi nudi, addirittura sporchi di sangue e orgie di gruppo. La loro spiegazione a questo tipo di arte é tirata al massimo e cioé voler rendere il pubblico stesso opera d'arte.

La domanda che sorge é semplice ed é una sola:
fino a che punto l'arte é arte?

"Scandalo a Vienna per una mostra allestita nella prestigiosa Secession (museo della Secessione Viennese), trasformata in una specie di club porno con i visitatori (maggiorenni) protagonisti di orge, sesso hard, accoppiamenti e posizioni di ogni genere. La stravagante idea è dell'artista e provocatore svizzero Christoph Buechel, che ha trasformato il tempio dell'arte in tempio del sesso con camera sadomaso, sedia ginecologica. Di giorno sembra una mostra normale, con normale biglietto di ingresso. Dalle 21, però, lo scantinato del museo si trasforma in uno Swingerclub (club dove si entra in coppia per fare sesso di gruppo) ed il biglietto è più caro (da 6 a 42 euro a seconda del programma). Per accedere i visitatori devono avere almeno 18 anni e non avere inibizioni sessuali. Fra proteste e curiosità, la mostra, costata 90mila euro di provenienza esclusivamente privata, registra comunque il pienone. E, guarda un po', la sera ci sono sempre lunghe file".

Fonte: Ansa
Foto: La prima pagina del Kurier di oggi (25 febbraio 2010)

Friday, 16 October 2009

Hotel Sacher Vienna - L'originale torta Sacher incontra l'arte moderna


Hermann Nitsch, ha trasfomato in opera d'arte la classica confezione di legno della torta Sacher, in una serie a tiratura limitata (1.500 pezzi) battezzata "Artist's Collection".
La serie creata da Nitsch (che per l'occasione ha tralasciato il rosso sangue e usato il colore verde) é stata presentata il 25. Febbraio del 2009 dalla direttrice dell'Hotel Sacher Elisabeth Gürtler e l'artista Hermann Nitsch.
Le scatole vendute a 50,00 Euro, anziché il prezzo normale di 39,50, sono state esurite in breve tempo ed il ricavato é stato devoluto in beneficenza

Chi firmerá la serie d'autore del 2010 é ancora un segreto.


La storia della "torta Sacher" è racchiusa in una lettera, che viene custodita nell'Hotel Sacher. Datata maggio 1888, si scoprì in questa lettera che già allora la torta Sacher aveva 56 anni, così che la sua nascita risale al 1832.
Questa lettera racchiude una lagnanza: in un articolo giornalistico infatti, nell'elencare tutte le specialità gastronomiche viennesi, fu dimenticata proprio la "torta Sacher".
Per rimediare ad una tale svista, lo Chef di una "laboriosa casa" (Hotel Sacher, Wien) inserì in un successivo articolo la "storia della torta Sacher", nel quale è testualmente scritto: "La torta Sacher è una invenzione di mio padre, egli vive ancora. Egli stesso da giovane aveva messo insieme questo dolce e fatto apparire sulla tavola di Metternich già 56 anni fa, dove incontrò molto successo da parte dello stesso principe.
Da allora questa torta fu allestita in tutti i posti dove mio padre ha lavorato, ma ora si può trovare 'solamente' nel mio albergo."
La "torta Sacher", che da allora ha incontrato sempre maggior successo non necessita più di alcuna propaganda. Da decenni la torta Sacher viene prodotta e venduta come una specialità viennese solo nell'Hotel Sacher. Questo locale vende e spedisce questo prodotto di vecchia bontà a chi desidera questa genuina ed amata specialità viennese.





Tuesday, 29 September 2009

Riflessioni sul riflesso ... e sull'arte


... l'eterno dilemma di cosa é arte e cosa no...

Soggettivo-oggettivo.
L'eterna diatriba senza fine, la questione "artista-artigiano"

Personalmente credo che senza nessuna base non si va lontano, ma senza senso artistico o estro e personalitá si fa ancora meno.

Un dato di fatto é che molte foto, a volte le migliori, sono realmente casuali.

La foto che ho postato "Riflessioni sul riflesso" é stata scattata da me senza preamboli e senza location, senza ritocchi, ma sopratutto senza avere particolari nozioni nel campo fotografico.

Nonostante questo é stata presa nei preferiti sul sito equilibriarte come foto artistica.

... e il dilemma continua...

Thursday, 24 September 2009

eSSeRCi SeNZa eSSeRCi Seconda edizione - Mostra di arte postale evento collaterale a NoMe PRoPRio PeRSoNa uMaNa - V° incontro artisti contemporanei


Anche quest'anno,
all'annuale incontro di artisti contemporanei
alla Carrozzeria Rizzieri di Pontedera,
Partecipo all'evento con la mia serie esclusiva di arte postale intitolata:
"Les coleurs d'un artiste" con 5 cartoline, sotto ne posto alcune.

Mostra di ARTE POSTALE
eSSeRCi SeNZa eSSeRCi (seconda edizione)
a cura di eNZo CoRReNTi

Sabato 26 Settembre 2009 - Domenica 27 Settembre 2009
Carrozzeria Rizzieri
via Pisana, 19
Pontedera (Pisa)



Friday, 11 September 2009

La differenza tra artista e artigiano


Un quadro incomincia a nascere nella testa dell'artista, quando, grazie alla dote che si chiama creativitá, l'autore trasfigura quello che vede con gli occhi e incomincia a vederlo con il proprio cuore.
La discussione artista-o-artigiano/artigiano-o-artsita é sempre aperta e le due correnti di pensiero sono molto agguerrite una con l'altra.

Cosí, come é difficile trasportare le cose come le vediamo, in maniera fotografica, sulla tela, é altresí difficile riuscire a trasfigurare a modo proprio la realtá.
Qui, per molti e anche per me, sta la differenza tra un artigiano e un artista.
Ovviamente bisogna avere il dono della natura di saper disegnare, ma come un cantante impara la giusta intonazione con anni e anni di studio, riuscendo a correggere anche le imperfezioni della voce, cosí un pittore con lo studio impara a dipingere, ad usare i colori e i pennelli, le giuste proporzioni ecc., ma sta di fatto che, sia il cantante che il pittore, senza una propria pesonalitá o caratteristica sarebbero semplicemente un bravo cantante e un bravo pittore, ma resterebbero sempre; il primo una comaparsa e il secondo un artigiano dei pennelli, senza risaltare al di fuori della moltitudine.

Questo vale per tutti, i grandi calciatori che con la loro fantasia riescono ad essere unici, i grandi giocatori di scacchi che con le loro mosse pazze riescono a spiazzare l'avversario, cosí anche in arte l'originalitá contraddistingue i grandi piú della perfezione.

Nella foto:
"Atmosfera invernale "Il mare d'autunno" di Emil Nolde

Friday, 4 September 2009

Quando l'arte incontra l'arte - Settembre 2009


Con PERFORMANCE di ENZO CORRENTI
iNFioRaTa Di CaRTa CoN L'uoMo CaRTa
.
QuaNDo L'aRTe iNCoNTRa L'aRTe _ September 2009
.
da Anime Contemporanee and Friends 2009
Collettiva d’Arte Contemporanea
.
a cura di Valentina Mammana e Corrado Roccaro
Responsabile Comunicazioni Gianpiero Chirico
In collaborazione con l’Associazione CulturArte
Con il Patrocinio della Regione Sicilia - Assessorato Regionale al Turismo, Comunicazioni e Trasporti
e del Comune di Noto - Città Patrimonio dell’Unesco.
.
dal 5 al 19 Settembre 2009
.
Sede espositiva:
Sala Gagliardi di Palazzo Trigona- Via Cavour,91 Noto (SR) diacente alla Cattedrale
.
VERNISSAGE 5 Settembre 2009 h.18.00
Presenta Vincenzo Rosana, giornalista.

Saturday, 9 May 2009

L'importanza del collezionismo





Cosa spinge al collezionismo?
Sicuramente una grande passione e una sorta di desiderio di immortalitá e di continuitá,
sentimento che, assieme ad altri, è tipico del carattere dell’artista.
La passione, ha sempre legato il mondo dei collezionisti al mondo degli artisti.
(Guggenheim, Batliner, E.G. Bührle, Leopold etc.)

Anche nel mondo dell’orologeria il vero collezionista è spinto dal sentimento, portando in sè questo romanticismo artistico.
Infatti, se l’artista porta in se una certa brama di successo e il collezionista una certa brama di possesso, tutti e due vanno oltre a queste semplici cose per aspirare all’immortalitá e alla continuitá, sentimenti indubbiamente nobili, dimostrando, a tutti quelli che da sempre mettono in contrapposizione la passione e l’amore, ritenendo una cosa passeggera la prima e invece duraturo il secondo, che tale affermazione mai è stata piú sbagliata.
La passione del collezionista non si spegne, non si consuma in fretta, ma al contrario cresce col tempo aggiungendo sempre oggetti nuovi e non si spegne nemmeno quando il collezionista muore, infatti molte collezioni d’arte per esempio, che oggi noi possiamo ammirare nei musei, sono la continuazione di una passione iniziale.

Nelle foto: orologi da collezione (collezione privata)

Tuesday, 21 April 2009

L'arte richiede un vuoto


È come se l'avessi vista, questa scena.
E invece l'ho letta qualche anno fa.
In una strada di Parigi un ormai maturo Francois Truffaut segue a qualche passo di distanza un anziano signore ebreo. Il vecchio si ferma, lui si ferma. Poi riprende a camminare e cosí Truffaut.
Il vecchio é suo padre, il padre naturale.
Francois non l'ha mai conosciuto, non lo conoscerá.
Forse non gli interessa altro che guardarlo, vederlo da lontano.
È la loro prima e ultima volta.
Ricordo di aver subito pensato che se nella vita di Truffaut non ci fosse stata questa ferita, Jules et Jim e la signora della porta accanto probabilmete non li avremmo mai conosciuti. Forse l'idea che sia la sofferenza a fare l'artista é un po' troppo romantica.
Ma credo che se non ci fosse qualcosa da riparare, un dolore da risanare, dell'amore inappagato, l'uomo e la donna non cercherebbero come cercano, trovando in qualche caso tesori inestimabili.
Se non vi fosse una carenza, un vuoto che chiede di essere colmato, una specie di invidia radicale a muoverci, finiremo per accontentarci di poco.
Dovrebbe bastare sapere di dover morire, consapevolezza che é lo stigma della condinzione umana, a carburare le nostre esistenze, é il vuoto piú vuoto di tutte, e per quanto uno faccia, incolmabile.
Servono delle meditazioni, il dolore, che mette in moto il desiderio di vita, che ci fa provare a colmare l'arte é una meditazione possibile.
Conosco molti genitori che han paura che i proprio figli soffrano anche solo un po'.
La propensione a riempire tutti i loro vuoti, a prevenire ogni possibile mancanza, a intorpidirli in una innaturale sazietá.
È davvero questo che volgiamo per loro?
Una vita senza carenze, senza dolore senza lo struggimento del desiderio? Non é la vita piú povera che si possa immaginare?

Foto: Giacometti pour la vie
di Henri Cartier Bresson

Thursday, 19 March 2009

Processo al mostro di Amstetten

GIUSTO O SBAGLIATO? SENSIBILIZZAZIONE O MANCANZA DI RISPETTO?
Cosa ne pensate dell'"arte" come forma di protesta che si é vista durante questo processo?





Oggi si conclude il processo al mostro di Amstetten,
dopo la sua confessione, inaspettata, si spera
prenderá l'ergastolo.

Da lunedí 16. Marzo, giorno in cui é iniziato il processo,
a St. Pölten davanti al tribunale,
sono apparsi alcuni artisti austriaci, tra cui Patrick Huber e Herbert Szlezak, per protestare contro le regole del governo e la pedofilia.

Un ennesimo espempio di come l'arte puó creare un ulteriore schock nella gente,
andando direttamente a toccare il sentimento e di conseguenza arrivando
in maniera diretta al cervello, le scene sono sicuramente d'impatto e
dietro al vuluto cattivo gusto si vuole provocare la gente sul problema
della pedofilia e incesto.

Qui sorge peró una domanda:
É GIUSTO IN QUESTO CASO?

Nelle foto alcuni momenti di lunedí 16. Marzo davanti al Landesgericht St. Pölten,
gli artisti Patrik Huber e Herbert Szlezak nella loro
"Opferoffensive"

Sunday, 15 March 2009

Arte: mercato truccato


"Quello dell'arte è un mercato truccato. Perché la formazione del prezzo dipende da regole così arbitrarie che se gli operatori economici di questo settore vendessero titoli azionari, invece di opere, sarebbero tutti in prigione per truffa o aggiottaggio"

Luca Arnaudo

Dipinto: Laura Tedeschi "Inverno"

Friday, 6 March 2009

Letteratura, arte e cultura non sempre migliorano le persone


La letteratura, l'arte, la cultura non migliorano, per principio, le persone. Dobbiamo saperlo, altrimenti con la cultura avremo solo un rapporto snobistico, un rapporto di sudditanza che è solo un modo per apparire meglio in società, per forzare con quel brillante grimaldello la nostra accettazione.
Chi pensa di essere migliore di un altro solo per una citazione raffinata è un povero cristo. So, forse temo, di essere moralista, ma quel rapporto con la cultura non lo tollero.

Dipinto: Laura Tedeschi "La pausa"

Monday, 23 February 2009

Il Prof. Caroli da Fazio a Che tempo che fa, da seguire.


Consiglio a tutti di seguire alla domenica
la trasmissione in onda su radue in prima serata "Che tempo che fa" di Fabio Fazio,
in quanto ospita ogni domenica il Prof. Caroli, esperto d'arte, che propone ogni settimana un tema e i rispettivi artisti e quadri vincitori del sondaggio tra il pubblico.
(Questo sondaggio per gli addetti ai lavori é interessante perché si vede tra l'altro dove il pubblico potenziale compratore é orientato).
Ieri sera 22 Febbraio si discuteva dell'acqua in arte.
Il maestro della luce e dell'acqua Monet é fuori discussione
e, tra i grandi maestri citati classici e moderni, mi sono stupita che non sia stato citato il grande Gustav Klimt, che fu , come sapete, tra i fondatori e primo presidente della Wiener Secession (Secessione Viennese), divenendo, così, il rappresentante simbolico dello Judenstil austriaco, movimento moderno molto importante.

Vi propongo il quadro che avrei proposto io come favorito tenendo conto che Monet é fuori concorso essendo lui il maestro dell'acqua,
ho visto questo dipinto dal vivo, é una tela grandissima e mi ha dato un emozione di libertá, sole e luce talmente forte che é rimasto nei miei ricordi vivo come se l'avessi visto ieri, piú delle Nifee di Monet:

Gustav Klimt: "Attersee"

Thursday, 12 February 2009

L'arte richiede un vuoto?


È come se l'avessi vista, questa scena.
E invece l'ho letta qualche anno fa.
In una strada di Parigi un ormai maturo Francois Truffaut segue a qualche passo di distanza un anziano signore ebreo. Il vecchio si ferma, lui si ferma. Poi riprende a camminare e cosí Truffaut.
Il vecchio é suo padre, il padre naturale.
Francois non l'ha mai conosciuto, non lo conoscerá.
Forse non gli interessa altro che guardarlo, vederlo da lontano.
È la loro prima e ultima volta.
Ricordo di aver subito pensato che se nella vita di Truffaut non ci fosse stata questa ferita, Jules et Jim e la signora della porta accanto probabilmete non li avremmo mai conosciuti. Forse l'idea che sia la sofferenza a fare l'artista é un po' troppo romantica.
Ma credo che se non ci fosse qualcosa da riparare, un dolore da risanare, dell'amore inappagato, l'uomo e la donna non cercherebbero come cercano, trovando in qualche caso tesori inestimabili.
Se non vi fosse una carenza, un vuoto che chiede di essere colmato, una specie di invidia radicale a muoverci, finiremo per accontentarci di poco.
Dovrebbe bastare sapere di dover morire, consapevolezza che é lo stigma della condinzione umana, a carburare le nostre esistenze, é il vuoto piú vuoto di tutte, e per quanto uno faccia, incolmabile.
Servono delle meditazioni, il dolore, che mette in moto il desiderio di vita, che ci fa provare a colmare l'arte é una meditazione possibile.
Conosco molti genitori che han paura che i proprio figli soffrano anche solo un po'.
La propensione a riempire tutti i loro vuoti, a prevenire ogni possibile mancanza, a intorpidirli in una innaturale sazietá.
È davvero questo che volgiamo per loro?
Una vita senza carenze, senza dolore senza lo struggimento del desiderio? Non é la vita piú povera che si possa immaginare?"

Dipinto: Laura Tedeschi "La forza"

Wednesday, 11 February 2009

Dopo Kirchner


Riuscire a rendere la sensualitá mista a spavalderia o sfacciataggine
in arte espressa con colori molto forti
mi ha sempre affascinato,
la sensualitá non solo nella figura ma anche nel paesaggio,
da qui il mio grande amore per E. L. Kirchner e di conseguenza un paziente sudio su
tutta la sua opera per anni.
Il dipinto che vi presento oggi é un nudo e l'ho intitolato appunto dopo Kirchner.

Laura Tedeschi "Nach Kirchner"
Olio su tela
40x90 cm

Wednesday, 4 February 2009

Arte, libertá, follia, il male di vivere



Liberi nelle forme, liberi nei colori, liberi nell'espressione, e liberi dalla costrizione.
Solo la libera espressione dunque rende l'essere veramente tale.
La summa delle esperienze, più la libertà di espressione, fuori dai luoghi comuni, dai preconcetti, dall'accademismo, rende l'uomo all'uomo.
Colore come rifrazione, colore come stato d'animo, come sentimento, come una partitura musicale, come parole, come note, colore e parole, musica.
Van Gogh aveva ragione, Ligabue aveva ragione, v'è una linea sottile tra genio e follia, e il più delle volte questo invisibile confine viene volontariamente cancellato da chi come "loro" non vuole più distinguere tra sogno e realtà, tra vero e falso, tra vita e morte.
Follia e genio sono sostanzialmente la stessa cosa, solo gli esseri razionali ne delineano la differenza, ma chi è consapevole ne lascia ad altri il giudizio.

-dal libro "Il volto di Van Gogh"
Michel François-Bernard:
«Pazzo, Van Gogh? Chi, un giorno, è stato capace di guardare un volto umano, osservi l’autoritratto di Van Gogh», protestava Antonin Artaud nel visionario saggio dedicato al «suicidato della società», scagliandosi contro coloro che tendevano a ridurre la sua arte a un problema psichiatrico, all’ennesima variazione sul tema genio e sregolatezza. Perché sono stati davvero troppi a decretare la «follia» del pittore fiammingo, da coloro che lo conobbero ad Arles, compreso l’amico Paul Gauguin, a pensatori del calibro di Karl Jaspers.
A combattere per primo lo stereotipo del pazzo è stato proprio l’interessato, di fronte alle difficoltà che incontrava in un ambiente ostile e spesso meschino: «Se son matto, pazienza! Preferisco la mia follia alla saggezza degli altri». Rileggendo le testimonianze dell’epoca, confrontando ricostruzioni e interpretazioni, utilizzando le proprie conoscenze scientifiche, François-Bernard Michel ricostruisce la personalità fuori dal comune di uno dei più grandi pittori di tutti i tempi, un uomo posseduto da una prepotente vocazione artistica, probabilmente vittima più della malinconia che dell’assenzio".

Monday, 2 February 2009

Scrive di me il Dottor Romeo Arcari


Laura Tedeschi , nasce in Liguria e, in seguito, cresce ad Asiago. Della sua terra e del suo mare assorbe la luminosità che riflette nelle sue opere e le grandi tradizioni di cui si inebria la sua arte. La sua infatti e’ una pittura piena di luce e di sentimento a volte diafana ma che lascia il segno di graffi indelebili nell’anima come le cicatrici delle storie vissute. I suoi colori sono carezze dolcissime che si adagiano sulla tela come soffi del vento di ponente e ricamano sensazioni tenerissime o delicate sensualità che catturano lo sguardo e invitano al sogno. Pittura lentamente maturata nell’anima che segue un suo percorso per liberarsi nell’emotività eterea delle sue tele e nella concretizzazione nostalgica del ricordo .Pittura in fondo come catarsi per esorcizzare le ansie e le paure (Paura, Sogno,oli su tela), pittura come analisi introspettiva in cui affondare le cromie per liberare i sui desideri nascosti e aprire lo spazio della tela al suo sogno incompiuto.
Pittura a volte di sensazioni momentanee che nella loro struggente nostalgia fanno riandare la memoria indietro nel tempo (Temporale in arrivo-Costa bretone,olio su tela) dove non e’ difficile trovare nei soggetti ripresi, angoli di posti lontani forse della sua infanzia quando i temporali incutevano paura ed ora hanno solo il sapore del ricordo. Ricordi,memorie che sono metabolizzati in fondo al suo cuore e che rivivono nelle sue composizioni in una metamorfosi cromatica affascinante che a volte trasfigura il soggetto e lo riprende con aspetti inusuali ma certamente veri(Vienna,olio su tela).Allora le stesse ambientazioni viennesi acquistano i colori del mare,delle colline liguri e dei campi di levante dove il sole batte nel suo eterno calore. Composizioni aperte le sue che lasciano a volte un retrogusto amaro come di delusioni che si somatizzano sulla pelle e allora e’ incredibile come il suo talento riesca a trasfonderle nei suoi nudi plastici e nei suoi ritratti (Introspezione,Paura,Riflessioni) che diventano il racconto introspettivo e in fondo la storia della sua vita che si ripete nella visione di volti segnati eppure sorridenti,di sguardi distratti ma intensi,di corpi sensuali ma distanti,sfuggenti,ingannevoli.
Il passato,il presente,in fondo la sua vita con tutto il suo carico di sogni,di fiabe,di emotività diventano il motivo trainante delle sue opere e della sua arte. Anche quando si occupa di paesaggi (Bosco,Tre alberi-Angolo di bosco) le sue opere hanno la leggerezza e la volatilità del sogno in cui i colori nella loro piena brillantezza sono composti con armonia e gusto accentuando il suo lato impressionistico nel lirismo delle sue creazioni che fanno perdere lo sguardo nella dimensione astrale della tela. Allora la sua arte si apre in tutta la sua bellezza e sulle tele vivono emozioni vere,quando i suoi paesaggi si aprono alla luce del mattino per rompere la malinconia della notte ma sono in fondo squarci sulla sua storia personale e sul suo vissuto, di un tempo che non c’e’ più e che i suoi occhi rivivono nel nostalgico gusto delle sue tele.
Vibrazioni intense di emozioni vissute nella loro completezza che raccontano e coinvolgono e trasmettono il sentimento puro,quello vero che fa palpitare il cuore.
Le stesse figure femminili che ella ricama in linee sottili , dissolventi,eteree hanno il carico struggente della nostalgia che fa riprendere fiato per ricominciare, continuando la sua storia e i suoi sogni. Pittura in fondo intimistica,pensata, meditata e sofferta e profondamente elaborata dalla sua forte sensibilità che segna tutta la sua arte. L. Tedeschi e’ pittrice di emozioni forti ma che sa diluire nelle tonalità dolcissime delle sue creazioni che sono parole non dette,pensieri non espressi ma che i suoi quadri svelano in tutta la loro elegante tenerezza e profonda umanità.
Se l’arte e’ anche crescita spirituale allora questa e’ una forte realizzazione di un percorso intimistico sofferto ma fiducioso,malinconico ma vivo, nostalgico ma che sa guardare al futuro dove diluire i suoi cromatismi nelle composizioni luminose e piene di sentimento che avvolgono il soggetto in una atmosfera romantica ,serena, rilassante.
Pittura –sentimento allora che parla della sua storia ma non ci racconta tutto e avvolge nei colori i suoi segreti che diventano l’orizzonte da conquistare e spariscono nelle sue intense tonalita’ come le vele nel mare ligure .Pittura personalistica certamente ma aperta,dialogante,comunicativa che fa riflettere e sognare nel contempo.
Pittura del ricordo nostalgico ma anche pittura che da energia e speranza nel domani,che colora i sentimenti ma li stempera del carico di sofferenza e li illumina di una luce viva,calda,intensamente cromatica. Se l’ arte ha il suo mistero che solo le pieghe dell’anima sanno e che il cuore non scoprirà mai allora questa di L. Tedeschi e’ uno spiraglio che si apre attraverso la luminosità e il talentuoso ricamo delle sue opere, nella magia della pittura dove asciugare una lacrima di nostalgia che cade nei suoi pigmenti e si dissolve nella sensazione ancestrale del sogno che fa rivivere nonostante tutto.