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Sunday, 20 June 2010

Venezia, lyric by Francesco Guccini

Dipinto di Laura Tedeschi

Venice who dying,
Venice who rests on the sea,
the sweet obsession of his last sad days, Venice sells itself to the tourists, 
who are searching, among the people,  Europe or Orient 
who are watching the smoke or the anger of Porto Marghera rising in the evening.

Stefania was beautiful, Stefania was never hurt, 
but she died in childbirth, screaming and sweating in a bed of a large hospital.
She was twenty, she had a husband, and a ring  in the finger,
His relatives have told me confused, that his breath almost tripped him between her teeth.

Venice is a hotel, San Marco is certanly also the name of a pizzeria,
the gondola is expensive, the gondola is just a nice round of carousel.
Stefania played with me in the empty and idle summer Sundays,
my mother spoke, his mother sold Venice in a shop.


Venice is a dream... of those who you can buy,
but you can not find yourself with the water in the throat, and a pain at the sea level.
The Doge has changed home and,  from a thousand windows, comes only the cry of a newborn baby,
comes only the siren sound of the Mestre's refinery.

Stefania is sinking, Stefania has left something , a gossip newspaper and a rose on her bedside table,
Stefania left a child.
I don't know if  her relatives was really hurt to see her die alone, die murdered in a bed of a large hospital.

Venice is a trick that fills the head only with fatality, a scam that does not know about the rest of the world,
Venice is the people who don't care...
Stefania... and a child, to buy or sell Venice will be his fate,
maybe one day we will be happy to be only distant relatives. 

Francesco Guccini's lyric: Venezia - traduzione di Laura Tedeschi 
 

 
Venezia che muore, Venezia appoggiata sul
mare, la dolce ossessione degli ultimi suoi giorni tristi, Venezia, la vende 
ai turisti, che cercano in mezzo alla gente l' Europa o l' Oriente, 
che guardano alzarsi alla sera il fumo - o la rabbia - di Porto 
Marghera...

Stefania era bella, Stefania non stava mai male,
è morta di parto gridando in un letto sudato d' un grande ospedale; 
aveva vent' anni, un marito, e l' anello nel dito: 
mi han detto confusi i parenti che quasi il respiro inciampava nei 
denti... 

Venezia è un' albergo, San Marco è senz' altro anche il nome di una 
pizzeria, la gondola costa, la gondola è solo un bel giro di giostra. 
Stefania d' estate giocava con me nelle vuote domeniche d' ozio. 
Mia madre parlava, sua madre vendeva Venezia in negozio.

Venezia è anche un sogno, di quelli che puoi comperare, 
però non ti puoi risvegliare con l' acqua alla gola, e un dolore a 
livello del mare: il Doge ha cambiato di casa e per mille finestre 
c'è solo il vagito di un bimbo che è nato, c'è solo la sirena di 
Mestre...

Stefania affondando, Stefania ha lasciato qualcosa: 
Novella Duemila e una rosa sul suo comodino, Stefania ha lasciato un 
bambino. Non so se ai parenti gli ha fatto davvero del male 
vederla morire ammazzata, morire da sola, in un grande ospedale...

Venezia è un imbroglio che riempie la testa soltanto di fatalità: 
del resto del mondo non sai più una sega, Venezia è la gente che se ne 
frega! Stefania è un bambino, comprare o smerciare Venezia sarà il suo destino: 
può darsi che un giorno saremo contenti di esserne solo lontani parenti... 
 
Francesco Guccini, Venezia 
 

Friday, 5 March 2010

Venezia

Dipinto di Laura Tedeschi

Thursday, 2 July 2009

La serietá delle giurie - Alla biennale di Venezia il collezionista é morto e con lui la serietá



Non voglio parlare delle forme d'arte tanto osannate e criticate della biennale di Venezia, ma della serietá delle giurie.
Una delle opere piú discusse infatti é: "Il cadavere del collezionista", presentato nel padiglione dei paesi del nord, dove é stata allestita una piscina con dentro un manichino di gomma che galleggia. A fare scalpore é stata l'idea provocatoria, e tutti a fare ohhhhhhhhhhhh ... geniale!!!

Peccato che la giuria non sapesse che questa opera non é poi del tutto originale e questo lo possiamo leggere sull' articolo del giornale "L'Arena di Verona" firmato Maria Teresa Ferrari.
Grazie all'amico artista Zago, che si ricordava di avere giá visto un opera simile (praticamente uguale), e che poi ha avuto la conferma leggendo il giornale in questi giorni e ha pubblicato nel suo blog l'articolo. Grazie a questo articolo possiamo vedere quanto al giorno d'oggi tutto si risolve alla superfice e alla poca conoscenza dei cosí detti esperti.
Ingranditelo e leggetelo ne vale la pena.

Nelle foto:
la biennale di Venezia padiglione dei paesi del nord "Il cadavere del collezionista"
e sotto:
l'articolo dell' Arena di Verona che parla giustamente di plagio

Tuesday, 19 May 2009

Piccola Venezia


Laura Tedeschi
"Piccola Venezia"
Olio su tela
20x30

Consiglio di cliccare la foto per una visione ottimale del lavoro.

Wednesday, 18 March 2009

La sua Venezia, la Venezia di Gianni Tedeschi

... un giorno ebbe a dirmi:
"Hai mai provato ad accarezzare Venezia?,
credimi,
é la cosa piú stupenda che mi sia mai capitata!"

Ecco il perché di tante Venezie nella sua pittura

L. Bianciardi - Rapallo

Dipinti originali Olio su tavola di Gianni Tedeschi