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Monday, 24 January 2011

Some new paintings of Gianni Tedeschi

These are some new paintings of my dad, which I photographed in his studio last month,
during my visit to Italy.
These are all Venice's views of him.








Paintings of Gianni Tedeschi



The painter Gianni Tedeschi in his studio in Asiago

Thursday, 1 July 2010

Richness produces poverty - La ricchezza produce povertá


People called them „homeless“ but the truth is that they are not homeless but money-less.
Like many things in this world, is a question of money.
A human don’t live in a cardboard box just because he likes it.
Perhaps he is suffering by mental disorders, Perhaps is a drug addict or an alcoholic, but he is not living in the box for hese reasons.
I know dozens of crazy people and I can tell you certanly that a lot of them are living in beautifull homes.
Let me see a book which says that an alcohlic is doomed to live on the sidewalk. No, is not a question of cause and effect.
You live in a cardboard box because you can not keep a home.
Even if we are not in a prosperous time, we are travelling more and more on a profits highway, forgetting that lot of people are falling down the road.
Richness produces poverty.
Is a equation, even not so hidden of economic market, which only the hypocrites pretend to ignore.
Bad luck can fall on anyone of us, anytime.
We don’t need a great immagination to remember the various events that bring we down.
Every person are living with the idea of its own destruction and also the happiest and most successful men has in his head some gray area where scenes of horror are represented. A single misfortune divides the majority of us by the state of emergency. More misfortunes, in series, can lead us to ruin.
Adversity can weaken even the strongest, and who are we to belive that the same adversity can not strike us? Are our town, after all, and what happens to them, happens even to us.
These people are not monsters, they are people who are needing  help and the respect their dignity.
Imagine, if you can, yourself in a  cardboard box, by bad weather, doing the best to keep you warm.



Li chiamano homeless, senzacasa, ma in effetti si tratta di gente senza soldi. Come molte cose al mondo, tutto si riduce a una questione di soldi. 
Un essere umano non vive in uno scatolone di cartone perché ne ha voglia. Può darsi che soffra di disturbi psichici, può darsi che sia un tossicodipendente o un alcolizzato, ma non sta nello scatolone perché soffre di questi problemi. Mi è capitato di conoscere decine di matti, e vi assicuro che molti di loro vivevano e vivono in case bellissime. Mostratemi un solo libro in cui si dimostri che un etilista è condannato a dormire sul marciapiede. No, non siamo in presenza di un rapporto causa-effetto. Si vive in uno scatolone di cartone perché non ci si può permettere una altra dimora. 
Per i poveri è sempre un momento difficile. Anche se non siamo in un periodo di grande prosperità mondiale, scorrazziamo sempre su una superstrada di profitti sempre più vertiginosi e ci scordiamo che un numero inaudito di esseri umani precipita lunga la carreggiata. La ricchezza produce povertà. E una equazione non poi tanto occulta dell'economia di mercato, che ormai solo gli ipocriti fan finta di ignorare. 
La sfortuna può abbattersi su chiunque di noi in qualunque momento. Non occorre troppa fantasia per evocare i vari avvenimenti che possono metterci in ginocchio. Ogni persona convive con l' idea della propria distruzione, e anche l'uomo più felice e di maggior successo ha nel cervello qualche zona di ombra in cui vengono rappresentate senza sosta scene di orrore. Un unica disgrazia divide la maggior parte di noi dallo stato di emergenza. Più disgrazie in serie possono ridurci alla rovina. Le avversità prostrano anche i più forti, e chi siamo noi per credere che le stesse avversità non possano colpire anche noi? 
Sono le nostre città, dopo tutto, e quello che succede a loro succede anche a noi. I poveri non sono mostri solo perché non hanno soldi. Sono individui bisognosi di aiuto. Tutto quello che chiedo è che pensiate al tempo, al brutto tempo. E poi, se ce la fate, che immaginiate voi stessi dentro una scatola di cartone, mentre fate il possibile per tenervi caldi. 



Thursday, 17 June 2010

Painter and Hats - Pittori e Capplli

Let's dive in the past.

... we are in Barbizon on 1866, near the forest of Fontainebleau, where, following the example of great predecessors like: John Consable, Jean-Baptiste Camille Corot, Théodore Rousseau, Charles-Françoise Daubigny e Jean-Françoise Millet, impressionists came searching inspiration.
The first one was Camille Pissarro, considered the father of the Impressionists. Together with Pissarro we can find, among others, a jung Monet and a jung Cezanne...

Hat, which also sheltered them from the sun, has become part of their figure.


Facciamo un tuffo nel passato.

... siamo nel 1866, a Barbizon, vicino alla foresta di Fontainebleau, dove sull’esempioe orme di a grandi predecessori come: John Constable, Jean-Baptiste Camille Corot, Théodore Rousseau, Charles-Françoise Daubigny e Jean-Françoise Millet, arrivano gli impressionisti in cerca di ispirazione.
Il primo fu Camille Pissarro, definito il padre degli impressionisti.
Assieme a Pissarro troviamo, tra gli altri un giovane Monet e un giovane Cezanne...

Il cappello, che tra l'altro li riparava dal sole, é diventato parte della loro figura.

Pissarro Autoritratto 


Pissarro

Pissarro e alcuni giovani impressionisti

Cezanne Autoritratto
Cezanne Autoritratto
Cezanne si reca al lavoro en plein air

Monet
Monet nel giardino di Giverny
Pittore en plain air dipinto da Monet

Tuesday, 13 October 2009

Gianni Tedeschi - Autunno ad Asiago

Dipinti di Gianni Tedeschi
Olio su tavola

Friday, 2 October 2009

Vienna vista da Gianni Tedeschi

Dipinti di Gianni Tedeschi
Olio su tavola



- cliccare sulle foto per osservare i partcolari dei dipinti -

Wednesday, 9 September 2009

Romanticismo impressionista - Marisa Moscheni ritratta da Gianni Tedeschi


Questa tempera fu dipinta da Tedeschi nel 1964, quando ritrasse la giovane moglie Marisa.
Questo é uno di quei quadri che Gianni non venderebbe mai.

Nella foto: "Marisa" di Gianni Tedeschi - anno 1964

Friday, 24 April 2009

Le figure romantiche di Gianni Tedeschi





Cliccare sulle foto per ingrandirle

Gianni Tedeschi

www.giannitedeschi.com

... „Mi piacciono i quadri che mi fanno venire voglia di camminarci dentro“.

Il gruppo delle opere del pittore Gianni Tedeschi ha soggetti familiari, le sue tele sono dipinte da migliaia di pennellate irregolari e disordinate: ma è questa la magia dell’impressionismo che dá la vita a questi quadri.
A oltre un secolo dalla sua nascita, l’impressionismo ispira ancora, e in tutta la sua liricitá seduce.
È con queste opere pittoriche “tipicamente impressioniste” che Gianni Tedeschi ottenne notorietá in Svizzera (soprattutto intorno agli anni settanta), è attraverso questa poetica che espresse configurazioni di paesaggio da sogno, donnine vestite di taffetá, immortalate con fasci di fiori o in giardini fioriti, mentre passeggiano lungo la Senna, prati verdissimi, alberi, fiori, tanti fiori impregnati di luce…. Li esprime sempre in una paricolarissima densitá e soliditá materica.
Gianni Tedeschi sottolinea spesso , nei suoi quadri, la liricitá della natura, la bellezza delle fioriture colorate, lo fa con tale dedizione da rendere emozione un desiderio, da rendere incantevole l’angolo piú nascosto di un qualsiasi paesaggio.
Boschi e fiori sotto il sole, messi di fiori e prati immersi nella luce del sole, sono i temi tra i piú amati di Tedeschi, i piú stimolanti e i piú vibranti di colori.
E tutto ció che egli sa rappresentare al loro interno è agile, leggero, vivo, incantevole: … “Mi piacciono i quadri che mi fanno venire volgia di camminarci dentro”, espresse una volta Pier August Renoir.
L’orizzonte di Gianni Tedeschi sembra essere lo stesso, infinito e perfetto, legero e incorrotto… finché c’è vita e finché c’è luce.

Enrica Marcenaro

Nelle foto dipinti originali olio su tavola di Gianni Tedeschi

Monday, 13 April 2009

Alle Corse dei cavalli


"Alle corse dei cavalli"
Dipinto di Laura Tedeschi
Olio su Tela
50x50
Collezione privata Di Renzo, Roma

Friday, 10 April 2009

L'Estaque e i pittori, Derain, Braque, Cèzanne, Macke ecc.




All'estremità settentrionale di Marsiglia, rannicchiato ai piedi della catena della Nerthe che lo protegge dal maestrale, il piccolo porto dell'Estaque (attracco in provenzale) è ancora uno dei quartieri più pittoreschi della città. Il suo sviluppo nel corso dei secoli è strettamente legato alla fabbricazione di tegole artigianali.
All'inizio del XX secolo era una meta privilegiata per la possibilità di gustare ricci di mare, sardine e "panisse" (tipici panzerotti di farinata di ceci) negli hotel e nei ristoranti situati ai bordi del mare. Case di campagna, ville sul lungomare (Château Fallet, Villa la Palestine …), vere e proprie "follie" architettoniche, fiorirono quindi accanto alle piccole abitazioni tradizionali degli operai che lavoravano nei vicini stabilimenti (fabbriche di tegole e cementifici).

Tuttavia, per gli amanti dell'arte figurativa l'Estaque è soprattutto uno dei luoghi di nascita della pittura moderna. Da Collioure a Menton, considerando soltanto il lato mediterraneo, non mancano luoghi che hanno attirato grandi pittori. Non sono certo numerose le località che possono vantare di essere state frequentate per una sessantina d'anni (1860-1920) da una dozzina di artisti di grande fama.
Impressionismo, fauvismo, cubismo : il nome dell'Estaque è associato a queste tre epoche, che determinarono in larga parte il destino della pittura contemporanea. Se Cézanne e Braque sono le due figure maggiori, anche i nomi di Derain, Dufy, Marquet, Friesz, Macke, Renoir, Guigou e Monticelli non possono essere dimenticati. La maggior parte di questi artisti ha dipinto decine di tele all'Estaque. Un destino insolito, quindi, per questa borgata, spiegabile innanzitutto con la sua situazione: si tratta effettivamente di un belvedere notevole con una vista sul golfo di Marsiglia spesso sorprendente.

Tra le fonti dell'ispirazione di tali pittori è inoltre possibile citare la molteplicità di motivi, la diversità di forme e colori, il tutto concentrato in uno spazio relativamente ristretto: linea orizzontale del mare, linea verticale delle ciminiere delle fabbriche, linee curve delle colline e arcuate dei viadotti, con giochi di ocra e rosso che rispondono all'intensità delle numerose sfumature di verde e blu.
Un percorso pedestre locale consente di raccontare la storia di questo quartiere popolare dall'anima forte e multiforme, in fondo poco diversa da quella che i pittori hanno conosciuto e amato. Numerose tematiche sono ancora presenti: basta saper osservare bene per vederle. Partendo dal molo del porto, seguite il cammino dei pittori e lasciatevi conquistare durante una passeggiata di circa due ore nei luoghi cari a tali artisti. Otto tappe indicate da pannelli di lava smaltata segnano il percorso.

Ho scelto per voi, tra i tanti, tre pittori significativi che hanno dipinto L'Etaque,
quadri che io prediligo.
L'estaque secondo:
Georges Braque
André Derain
Paul Cèzanne